È una pietra sabbiosa, argillosa e tagliente quella che decora i palazzi, le chiese o le cappelle di molte città lombarde. La pietra di molera si è formata 25 milioni di anni fa, quando la Pianura Padana era ricoperta dalle acque. Nel XIII secolo, veniva usata principalmente per costruire le mole (o molasse) da macina, da affilatura o da abrasione; per questo motivo ha assunto il nomignolo “molera”. Ma questa pietra arenaria serviva anche come materiale di ornamento architettonico: veniva utilizzata per le decorazioni esterne dei palazzi della signoria milanese, per fare capitelli, stipiti o colonne, o ancora, all’interno delle abitazioni, per costruire i camini in pietra di molera, in vendita ancora oggi.

Un po’ di storia

Le cave per l’estrazione sono sparse lungo le provincie di Como, Lecco e Varese e proprio in provincia di quest’ultima, a Malnate, si trovava la più importante. Molte città basarono la maggior parte della loro economia sull’estrazione e lavorazione della pietra di molera: si pensi che, nel 1870, solo nel comune di Varese esistevano ben 7 cave di arenaria. Tra il XIX e il XX secolo, questo divenne un lavoro assai remunerativo, ma presto lo sfruttamento delle cave si fece così intensivo da non poter più essere sostenibile. Già nel primo dopoguerra assistiamo al suo declino, in concomitanza con la scoperta di materiali più resistenti e di nuove tecnologie.

Orgoglio regionale

Come detto, questa pietra sabbiosa fu usata intensivamente nell’edilizia locale e quindi non è raro trovare siti che offrono vendita camini in pietra di molera interi o, più frequentemente, solo semplici cornici per caminetti risalenti al Settecento o all’Ottocento. Se trovi un’offerta per vendita camini in pietra di molera, considera di acquistarne uno: è un pezzo di storia importante della nostra regione e sarebbe bello che questo camino potesse tenere accesso anche il fuoco del ricordo.