Il legno, un materiale tanto nobile quanto vivo, ha un significato molteplice, perché da un tronco di un albero si possono creare oggetti, manufatti e complementi d’arredo tra i più disparati, come le statue lignee antiche.

Un po’ di storia e tecnica

Le diverse tradizioni di utilizzo hanno privilegiato la scelta di una natura di legno piuttosto che un’altra, anche in relazione a ciò che la natura del territorio offriva, solitamente però si evitavano i legni di conifera perché ricchi di resina, soprattutto nella preparazione di statue policrome. 

Un’operazione molto diffusa per la realizzazione delle statue lignee antiche era quella di svuotamento del tronco, con lo scopo di alleggerirle per facilitarne il successivo trasporto. 

La vita e durata delle statue lignee

Il legno essendo un materiale “vivo” interagisce con l’ambiente che lo circonda e proprio per questo motivo può subire delle variazioni durante il tempo. La temperatura, l’umidità, i minerali contenuti nel terreno e la luce solare sono tutti degli elementi che influenzano il cambiamento del legno, cambiamento diverso anche a seconda della natura del legno stesso.

Una statua o scultura in legno, antica se mantenuta a una temperatura costante e alla giusta temperatura, se custodita con cura e attenzione può essere e diventare un’eredità per le generazioni future, come le statue lignee antiche rinvenute sino ai giorni nostri.

L’idolo di Šigir

Si chiama Shigir Idol è la più antica statua lignea al mondo, gli studiosi hanno stimato la sua età: undicimila anni, più vecchia persino di Stonehenge. Tanti sono i misteri che ruotano ancora intorno a questa scultura, ritrovata sui monti Urali nel 1890, ripescata da un acquitrino russo, la statua lignea raffigura un uomo con misteriose incisioni sul corpo che, secondo gli scienziati, potrebbero essere un antico codice criptato. Oltre ad avere il primato tra le questo tipo di statue più antiche al mondo, ha anche un bel record in fatto di dimensioni, alta in origine 5.3 metri, della statua restano solo 2.8 metri esposti insieme a degli schizzi disegnati nel 1914 dall’archeologo Vladimir Tolmachev, nello Sverdlovsk History Museum di Yekaterinburg, in Russia.