Gli oggetti più intercambiabili

Condizionate dal gusto personale, eliminate e ricomparse dalle pareti ma pur sempre subordinate al soggetto che contornano, si tratta delle cornici antiche per quadri.

Rivalutate, solo nella metà del XIX secolo, le cornici antiche per quadri hanno sempre avuto il loro fascino che siano più sobrie o ricche di intarsi danno un valore aggiunto a un oggetto già prezioso di per sé.

La forma e la struttura

La cornice presenta la “battuta” sul retro, chiamata così perché il suo spessore va a battere contro quello del dipinto.

Nelle cornici antiche per quadri lo spessore arriva fino ai 4cm circa e questo è dovuto alla composizione delle antiche tavole dipinte che avevano spessore di circa un centimetro e venivano assemblate mediante montanti per poi essere battute contro la cornice che richiedeva quindi uno spessore più importante.

Troviamo in commercio cornici antiche per quadri nelle più svariate forme: rotonde, quadrate, rettangolari ma anche esagonali, ottagonali e ovali. Per queste ultime, ci rifacciamo alle così dette cornici centinate, una tecnica di realizzazione di cornici antiche per tele quadrate o rettangolari, intagliate internamente nella forma desiderata, all’esterno rettangolare o quadrata per permettere di inquadrare dipinti di varia natura, lasciando la linearità della classica cornice.

Lo stile delle conici antiche per quadri

I maestri artigiani hanno trasformato le cornici in vere e proprie opere d’arte decorandole con le tecniche di intaglio e doratura, arti di estrema precisione e sensibilità manuale.

Diversi gli stili, spesso legati alla zona geografica, dalla decorazione marchigiana al finto marmo, passando per gli intagli morbidi emiliani, dagli eleganti motivi veneti agli intarsi ricchi e preziosi del Regno delle due Sicilie. Vieni ad innamorarti delle nostre cornici antiche per quadri, dopotutto “I quadri vivono nelle cornici, non è accidentale. L’uno ha bisogno dell’altra… Viceversa, la cornice postula costantemente un quadro per il suo intimo, fino al punto che, quando manca, deve trasformarsi in quadro ciò che si vede attraverso.” J. Ortega y Gasset