L’arte del primo Novecento è caratterizzata dall’astrattismo, dalla voglia di sovvertire i canoni di bellezza che avevano regnato in precedenza e, complice la nuova rivoluzione industriale, dall’amore per il progresso e il movimento. Infatti nei decenni iniziali del XX secolo si impone il Futurismo, definito nel manifesto di Marinetti come quella corrente artistico-letteraria che abbatte i canoni classici e che cerca la nuova bellezza nel moderno, come ad esempio nell’auto, all’epoca vista come massima espressione della tecnologia e come simbolo di velocità.

Astrattismo e movimento

I dipinti del Novecento sono caratterizzati dall’astrattismo e dalle forme spigolose nelle quali troviamo ancora reminiscenze cubiste, tuttavia quello che distingue l’arte del nuovo secolo è un impeto che va oltre la tela. Si cerca infatti di dare una forma al movimento: ecco quindi che i contorni delle cose sono sfuocate, le linee non sono dritte ma ondulate, proprio per suscitare l’idea di sfuggevolezza, di progresso e di slancio inarrestabile verso il futuro.
L’astrattismo pervade tutti i dipinti del Novecento ma prende forme differenti: si trasforma nel Dadaismo o, a partire dagli anni venti, muta nel Surrealismo caratterizzante l’arte di Salvador Dalí e di René Magritte; quest’ultima corrente si prefiggeva lo scopo di indagare la psiche umana, i sogni e la realtà onirica.

I soggetti

Il XX secolo guarda alla società: nei dipinti del Novecento non troviamo più alcun riferimento alla religione, o alle storie della Bibbia o ai santi, mentre si lascia ampio spazio al tema della società elogiandone le conquiste ma anche denunciandone gli eccessi o le contraddizioni.
Ecco quindi che il quadro di Picasso intitolato Les demoiselles d’Avignon, e raffigurante cinque prostitute, si colloca alla perfezione in questa voglia d’analisi del costume e di rottura con il concetto classico della donna pura e casta.
L’arte smette di essere al servizio della religione e si pone come indagine della realtà individuale e sociale in cui tutti possono riconoscersi: ora l’arte parla al popolo.