Author Archive Antichita La Pieve

Mobili orientali antichi

Working Title/Artist: CabinetDepartment: Am. Decorative ArtsCulture/Period/Location: HB/TOA Date Code: Working Date: ca. 1866
photography by mma, Digital File: DP165952.tif 
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[h1]Mobili orientali antichi − per dare alla tua casa lo sfarzo o lo zen[/h1]

I mobili orientali antichi possono collocarsi perfettamente nelle

stanze ariose di una villa come negli ambienti piu` ristretti di un appartamento di citta`. E adattarsi a tutti gli stili. L’espressione [i]“mobili orientali antichi”[/i] racchiude in realta` un vero e proprio universo − sia per quel che riguarda l’estensione geografica (si parla di stili arabi-mediorientali, cinesi, tibetani, indonesiani, giapponesi etc., con caratteristiche molto differenti fra loro), sia con riferimento alle diverse epoche definibili [i]antiche[/i]. In generale, nel mondo della mobilia di antiquariato, i pezzi orientali piu` ricercati sono soprattutto quelli provenienti dall’Asia centrale − Cina, Mongolia e Tibet − di ispirazione buddhista.

[h2]Tibet e Mongolia, ascesi e colori[/h2]

Se e` vero che l’arte e lo stile arredativo dell’Asia centrale subiscono da sempre l’influenza della grande Cina, bisogna pero` riconoscere ai mobili mongoli e tibetani dei tratti distintivi propri. La spartanita` delle antiche popolazioni di questi luoghi − motivata dalle dure condizioni climatiche oppure dalla rigida disciplina monastica −, si rispecchia infatti nei loro arredi essenziali. Realizzati in legni bruni come il cedro e il pino rosso, questi mobili orientali antichi hanno linee pulite e geometriche, concedendo uno sfogo alla creativita` solo nelle vernici e nelle decorazioni realizzate a mano (quelle sì, vivaci e fantasiose!) In particolare, fra i colori ornamentali prevalgono: il giallo, il rosso e il verde. E i disegni sono finemente curati.

Sui mobili della tradizione tibetana, e` facile riconoscere iscrizioni simboliche di stampo religioso, che rimandano a un’atmosfera mistica fatta di candele e incensi.

Mentre gli arredi mongoli sono piu` spesso istoriati con disegni raffiguranti elementi naturali o utensili di uso quotidiano, o ancora con delle scene di caccia.

[h2]La maestosita` della Cina imperiale nei mobili orientali antichi[/h2]

Ma e` guardando i mobili e le porcellane cinesi che assisterete a un’esplosione di colore e di sfarzo. Con le laccature, i disegni minutissimi, gli intarsi e le finiture dorate che caratterizzano gli arredi del Dragone Rosso!

Opere d’arte incentrate sull’amore

ritratto 800

[p]Se si pensa alle opere d’arte incentrate sull’amore il pensiero corre subito alla famosa tela di Gustav Klimt, dipinta tra il 1907 e il 1908, e considerata la vera e propria icona dell’Art Nouveau del XX secolo. Con i suoi scintillanti tasselli dorati, che avvolgono ed incorniciano la coppia di amanti ritratti al centro del quadro, la tela di Klimt interpreta a modo suo il concetto del romanticismo e dell’eros, che traspare dal bacio appassionato dei due protagonisti. Di notevole interesse artistico è la tecnica di realizzazione dell’opera, che richiama quella dei mosaici bizantini di Ravenna, e rappresenta la cifra stilistica del pittore austriaco.[/p]

[h2]Il bacio di Hayez[/h2]

[p]Affine per soggetto, ma decisamente distante dall’opera di Klimt per stile ed ambientazione, è Il bacio di Hayez, il cui titolo compiuto recita “Il bacio. Episodio della giovinezza. Costumi del secolo XIV”. Anche questa entra di diritto nell’elenco delle opere d’arte incentrate sull’amore, dal momento che raffigura due giovani innamorati in vesti medievali, colti nell’atto di scambiarsi un appassionato e coinvolgente bacio. La tela, realizzata nel 1859, e riprodotta in seguito in altre versioni, oltre al suo spirito evidentemente romantico, nasconde in sé anche altri significati, tra cui l’amore per la patria riscoperto nel periodo risorgimentale.[/p]

[h2]Opere d’arte incentrate sull’amore: la scultura[/h2]

[p]Tra le opere d’arte incentrate sull’amore ed appartenenti al mondo della scultura,

si può citare Amore e Psiche di Antonio Canova. Si tratta di un famoso gruppo scultoreo, realizzato tra il 17887 e il 1793 ed attualmente custodito in una delle sale del Museo del Louvre a Parigi. I protagonisti dell’opera sono Amore, alato, e la giovane Psiche, la cui storia è narrata da Apuleio nell’Asino d’oro. Canova scelse di rappresentare il bacio dato da Amore a Psiche per svegliare l’amata dal sonno infernale in cui era sprofondata per l’inganno della dea Venere.[/p]

L’arte giapponese

mobili-orientali-antichi

L’arte giapponese e le influenze esterne

Ad esercitare una grande influenza sullo sviluppo dell’arte giapponese è stata soprattutto la vicina Cina. La pittura cinese T’ang, ad esempio, è stata assimilata tra il VII e il IX secolo. Tuttavia, questo non ha impedito a pittura, scultura e ad altre forme d’arte, di sottrarsi ad una vera e propria dipendenza caratterizzandosi, piuttosto, per una rielaborazione di alcuni elementi tipici. La pittura, in particolare, ha visto gli artisti del Sol Levante innovarsi pur partendo dai modelli cinesi.

Le diverse forme d’arte, dalla pittura agli origami

L’arte giapponese ha trovato espressione non solo nella pittura e nella scultura, ma anche nella decorazione delle ceramiche, nelle stampe xilografiche, negli origami e nella calligrafia (sia su seta che su carta). Recentemente, anche i manga sono entrati di diritto a far parte delle forme d’arte. La storia del Giappone, che ha visto susseguirsi invasioni e periodi di isolamento dal mondo esterno, ha certamente favorito la capacità di assorbimento ed imitazione degli elementi che meglio si conformavano ai canoni estetici giapponesi

Per trovare i primi esempi di arte complessa del Paese è necessario risalire al VII secolo, epoca che ha visto uno stretto legame tra espressioni artistiche e buddismo.

L’arte giapponese, dalle origini ad oggi

È a partire dal IX secolo che si sono sviluppate le prime forme autoctone di espressione, portando le arti secolari ad assumere un’importanza sempre maggiore. Se fino al XV secolo l’arte religiosa conviveva con quella laica, tra il 1500 ed il 1600, la religione ha visto diminuire il suo ruolo; anche l’arte giapponese finì per risentire di questo cambiamento.

La pittura, ancora oggi, costituisce la forma d’arte più diffusa in Giappone; questo anche grazie all’antica consuetudine di scrivere con i pennelli, che ha reso il popolo giapponese avvezzo ai valori estetici propri della pittura. Anche le ceramiche sono considerate una forma d’arte di elevato valore. La scultura, invece, legata prevalentemente alla religione, non riveste più l’importanza di un tempo

I maggiori collezionisti d’arte

oggetti d’epoca in vendita.

Molte opere d’arte non sono inserite nei percorsi museali, ma appartengono a privati che le possono conservare all’interno delle loro abitazioni oppure proporle al pubblico in mostre temporanee. Nel mondo sono migliaia i collezionisti, ma quelli che sono in grado di influenzare il mercato dell’arte mondiale sono qualche centinaio e sono sparsi un po’ in tutti i continenti. Vediamo allora chi sono i maggiori collezionisti d’arte al mondo.

Dall’Asia all’America

L’Asia, il continente che si è affacciato da pochi sul mercato dell’arte, conta già alcuni collezionisti di grande rilievo. L’indonesiano Budi Tek si dedica alle installazioni d’arte moderna, mentre il cinese Liu Yiqian preferisce l’arte antica cinese tanto che ha aperto due musei privati, a Giakarta e Shanghai e ha prestato 60 opere al Museo di Pechino. Tra i maggiori collezionisti d’arte figura ai primi posti anche una giovane sceicca, Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani. Nella top ten trova posto anche una nota coppia italiana, Miuccia Prada e Maurizio Bertelli che espongono i loro tesori artistici negli edifici di una ex distilleria di Milano sud, divenuta sede della loro fondazione.

Forbes ha stilato anche la classifica che vede i maggiori collezionisti d’arte under 50 e in essa trovano invece posto molti statunitensi e sudamericani.

Le collezioni d’impresa

Chi pensasse che i maggiori collezionisti siano esclusivamente i Paperoni del mondo deve ricredersi perché vi sono anche molte società che acquistano opere artistiche che entrano così, non solo nel loro patrimonio, ma anche nell’immagine che vogliono offrire al pubblico. La rivista Forbes ha stilato anche una classifica di queste imprese e, tra esse, figurano come i maggiori collezionisti d’arte la Deutsche Bank, che oggi vanta oltre 57.000 opere, alcune delle quali esposte nelle sedi delle maggiori capitali, da Londra a Berlino. A ruota seguono altre banche, JP Morgan e UBS con quasi 40.000 opere.

Fiere antiquariato

pezzi d'antiquariato

Le Fiere antiquariato rappresentano un punto d’incontro più informale di quelli classici tra gli appassionati dell’antiquariato e il grande pubblico. E, al tempo stesso, riportano a un’atmosfera d’altri tempi, quando l’esposizione di oggetti artistici si sposava alla quotidianità del mercato, all’aria aperta, alla vivacità della vita comunale. Le cose antiche sono le nostre radici, il legame indissolubile con le generazioni che ci hanno preceduto: nei dipinti, nel mobilio e nelle lavorazioni artigianali del passato, riscopriamo il modo di vivere dei nostri avi e il loro gusto estetico.

Fiere antiquariato in Italia

Il Bel Paese si è sempre distinto per proliferazione di artisti. Il genio creativo, il senso estetico, la fantasia dei designer, non da oggi, caratterizzano un gusto innato per le cose belle. Nelle fiere antiquariato, è possibile soddisfare passioni per una vasta gamma di stili. Delle prossime manifestazioni, vogliamo accennare alla XLVII Mostra Mercato Nazionale dell’Antiquariato, che si terrà a Pennabilli (RN), a Palazzo Olivieri, da sabato 8 luglio a domenica 23 Luglio 2017. Dal 15 al 17 settembre 2017, invece, al Parco Esposizioni di Novegro (MI), si terrà la 243a Fiera dell’Antico, Brocantage, che verrà riproposta anche nei mesi successivi. A Palazzo Corsini, a Firenze, dal 23 settembre al 1° ottobre, sarà possibile partecipare alla 30a edizione della Biennale Internazionale dell’Antiquariato.

Mercanteinfiera autunno

Da sabato 30 settembre a domenica 8 ottobre 2017, è accessibile la versione autunnale del Mercanteinfiera, a Parma, uno dei più grandi eventi del settore a livello europeo, con oltre mille espositori nel campo dell’antichità, ma anche del modernariato e del collezionismo d’autore. Gli amanti di mobili antichi, di arazzi e dipinti, e semplici curiosi in cerca di emozioni estetiche, rivivranno un vero e proprio tuffo nel passato, tra cassettoni d’ebano e ribalte settecentesche, statuine di bronzo e fontane in botticino. Le fiere antiquariato arricchiscono le proprie conoscenze e consentono anche il giusto acquisto.

 

Quadri rubati e restituiti nella storia

dipinti dell’800

Ancora oggi avvengono furti di quadri nonostante musei e collezionisti privati che siano in possesso di opere di grande valore prendano misure di sicurezza notevoli. Purtroppo non sempre si riesce a recuperare la preziosa refurtiva, ci sono però stati casi in cui opere d’arte di grande valore sono tornate ai legittimi proprietari. Ecco quali sono i più famosi quadri rubati e restituiti nella storia.

Napoleone e le razzie d’arte

Napoleone depredò i musei italiani portando in Francia centinaia di dipinti ma, con il Congresso di Vienna del 1815, la Francia fu costretta restituire le opere d’arte. Purtroppo solo circa metà delle tele tornarono nel nostro paese e, tra i quadri rubati e restituiti nella storia figurano così gran parte di quelli di Raffaello, Tiziano, Correggio e Guido Reni.

I furti nei musei

I veri e propri furti nei musei iniziarono nel 1911 quando un italiano rubò dal Louvre la Gioconda di Leonardo per restituirla all’Italia, ignorando che era stato Leonardo stesso a venderlo. Dopo due anni lo riconsegnò chiedendo del denaro come rimborso spese, somma che naturalmente non gli venne pagata.

Tra i quadri rubati e restituiti nella storia non si può non citare l’opera che ha subito il maggior numero di furti: il piccolo ritratto di Jacob de Ghejn III di Rembrandt. Dal 1966 a oggi per ben 4 volte è stato rubato dalla Dulwich Gallery di Londra, ma è sempre stato ritrovato.

Memorabili anche i furti de L’Urlo di Munch. L’opera venne trafugata una prima volta nel 1994 e che in breve tempo fu ritrovata. Il secondo risale invece al 2004 e, poiché l’opera fu esposta all’umidità, dopo il ritrovamento dovette essere sottoposta a restauro.

Tra i quadri rubati e restituiti nella storia figura poi anche la Dama con l’ermellino di Leonardo che venne trafugata durante la seconda guerra mondiale dal governatore tedesco della Polonia.

 

Opere d’arte in bianco e nero

oggetti d’epoca in vendita.

Il fascino delle opere d’arte in bianco e nero

Il bianco e il nero sono considerati dei “non colori”: il nero rappresenta la totale assenza di luce, il bianco contiene tutti i colori dello spettro elettromagnetico. L’accostamento di questi due elementi diametralmente opposti, oltre ad avere un forte potere evocativo e a far leva sulla parte analitica del cervello, esprime perfettamente l’eterna dualità della vita. E forse è proprio in questo che risiede il grande fascino delle opere d’arte in bianco e nero. Ci sono artisti del calibro di Picasso che hanno creato degli autentici capolavori utilizzando i chiaroscuri. Tra questi Guernica, una delle opere più rappresentative del XX secolo, a cui è affidata la cronaca del primo, storico bombardamento aereo avvenuto durante la guerra civile spagnola.

Opere d’arte in bianco e nero: il mondo di Escher

Le opere di Escher sono icone dell’arte contemporanea: animali che s’incastrano in un mosaico perfetto, scale da cui non si può scendere né salire, mani che si disegnano da sole, forme e prospettive incredibili sono solo alcuni dei temi trattati dall’artista olandese. Le sue litografie si sviluppano su modelli geometrici e matematici, stravolgono la comune visione dello spazio ed esplorano i cosiddetti “mondi impossibili”: la realtà che ne deriva è paradossale e stupefacente e tutta, rigorosamente, in bianco e nero.

Opere d’arte in bianco e nero che hanno fatto la storia

Quando si parla di opere d’arte in bianco e nero non si possono non citare Robert Rayman e Kazimir Malevich. I quadri di Rayman, pittore minimalista, sono interamente bianchi, quadrati e senza cornice: l’importanza non è data dalle opere in sé quanto dall’atto stesso del dipingere. Il “Quadrato nero” di Malevich, leader e fondatore del suprematismo, viene considerato “il punto zero della pittura”, nonché uno degli emblemi del ‘900 e dell’avanguardia russa.

I mercatini di antiquariato

oggetti d’epoca

[p]I mercatini di antiquariato in Italia sono una tradizione molto sentita e radicata e fanno la gioia degli appassionati di oggetti e mobili antichi. Ogni regione, spesso ogni città, organizza i suoi eventi e i più importanti riescono ad attirare visitatori ed espositori da tutto il mondo. Vediamo quali sono i principali.[/p]

[h2]I principali mercatini di antiquariato del nord[/h2]

[p]Partiamo da Milano, dove ogni mese lungo il Naviglio Grande viene organizzato un mercatino con più di 380 espositori che presentano porcellane, mobili, orologi, bronzi, vetri e libri. Ancora a Milano, ogni settimana si svolge il Borsino, uno dei mercatini di antiquariato più importanti d’Europa. Nato come evento dedicato alla filatelia, il Borsino oggi propone mobili, abiti, libri e fumetti.

Spostandoci in Piemonte, a Vercelli, troviamo il Barlafus, un mercatino che anima il centro storico della città la prima domenica di ogni mese e che propone vere e proprie rarità.

L’ultima domenica del mese, invece, è Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova, ad ospitare nella suggestiva piazza di Villa Contarini un mercatino di antiquariato famoso a livello internazionale.

A Gonzaga, in provincia di Mantova, la quarta domenica del mese e le festività infrasettimanali sono dedicate al mercatino C’era una volta. Sono ben 520 gli espositori che vengono presi d’assalto sin dall’alba da appassionati e collezionisti alla ricerca di pezzi di alto antiquariato, strumenti musicali, oggetti di design, porcellane e quadri.[/p]

[h2]L’eccellenza dei mercatini di antiquariato toscani[/h2]

[p]In Toscana è storico il mercatino di Arezzo: nella piazza centrale e per le vie del centro storico, ogni primo week end del mese si tiene la Fiera Antiquaria. Vi si trovano stoffe, ceramiche, dipinti, libri, macchine fotografiche e mobili.

Il Mercato Antiquario di Lucca, poi, ha fama di essere uno dei più importanti per la bellezza ed eleganza di ciò che viene proposto. L’appuntamento si rinnova dal 1970 ogni terzo week end del mese e gli espositori vengono da tutta Italia.[/p]

Colonne monumentali

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Le colonne monumentali sono degli oggetti d’arte ricchi di fascino e regalità. Tutti gli edifici più importanti dell’antichità erano arricchiti con colonne riccamente decorate che rivestivano un ruolo funzionale ma anche estetico e celebrativo. Intagliate con motivi floreali, zoomorfi o narrativi, nel corso della storia dell’arte, sono state riutilizzate al fine di impreziosire gli edifici, di nuova costruzione, in cui venivano collocate. Sei un appassionato di oggetti d’arte e vorresti arricchire la tua collezione con delle colonne monumentali? Visita la nostra selezione e lasciati abbagliare dalla bellezza delle nostre proposte.

[h2]Le colonne monumentali recano testimonianza di ogni epoca artistica[/h2]

Le colonne sono la testimonianza tangibile dell’epoca in cui sono state prodotte. Ogni fase della storia dell’arte ha elaborato un proprio linguaggio artistico e ha interpretato gli elementi architettonici. Perciò è possibile ammirare manufatti più o meno lineari, riccamente decorati con motivi floreali o figure di animali. I pezzi più elaborati presentano una sequenza narrativa che percorre l’intero fusto: è possibile leggere nelle varie scene il racconto di imprese gloriose. Sfogliando un manuale di storia dell’arte o visitando i principali monumenti italiani, religiosi o civili, non sfuggono certamente questi elementi che con maestà e possanza scandiscono lo spazio.

[h2]Riuso delle colonne[/h2]

Una pratica molto diffusa che ha interessato le colonne è stato il riuso. Molto spesso pezzi dell’antichità sono stati inseriti in edifici moderni e interpretati secondo le tendenze più in voga. Le colonne sono state utilizzate come pezzi di pregio da esibire per dare lustro e preziosità ad una nuova costruzione. Le colonne antiche vengono ancora interpretate secondo questa consuetudine: possono essere esposte per il loro valore intrinseco e la loro monumentalità oppure incastonate in architetture attuali, senza perdere il loro fascino. Le colonne monumentali vengono apprezzate per la finezza della lavorazione e la rarità del materiale.

Le mostre in Italia in questo periodo

antiquariato oggettistica

Gli appassionati d’arte amano viaggiare per scoprire e ammirare i propri artisti preferiti. In Italia si può contare su un ricco palinsesto di mostre e appuntamenti che animano le città della penisola, permettono di godere di una straordinaria bellezza che abbaglia chi la ammira. Ecco l’elenco di tutte le mostre in Italia in questo periodo.

[h2]Appuntamenti imperdibili[/h2]

Nel calendario delle mostre in Italia in questo periodo merita una posizione d’onore quella inaugurata presso la Fondazione Strozzi di Firenze: Bill Viola, Rinascimento elettronico sarà visitabile dal 10 marzo al 23 luglio 2017. Il maggior esponente della videoarte contemporanea si confronta con i capolavori dell’arte del Rinascimento che permette di vivere un’esperienza di totale fusione sensoriale.

Il Palazzo Ducale di Genova accoglie i capolavori di Modigliani: il visitatore è invitato a percorrere tutte le tappe della seppur breve carriera dell’artista sospeso tra modernità e tradizione.

Tra le mostre in Italia in questo periodo non possono sfuggire le esposizioni milanesi. A Palazzo Reale si possono ammirare i capolavori di Manet. La portata innovativa dell’artista è evidente nella mostra “Manet e la Parigi moderna” che presenta una straordinaria raccolta di capolavori francesi firmati da Renoir, Degas e Cezanne. Al Mudec, invece, è stata allestita una mostra dedicata a Kandinskij. Grazie ai supporti multimediali è possibile cogliere la concezione dell’astrazione e del colore che sono propri dell’artista.

A Torino, presso la Regia di Venaria sono esposti i capolavori di uno dei più amati e noti pittori: “Caravaggio experience” propone proiezioni, una suggestiva colonna sonora e fragranze profumate che creano la condizione ideale per ammirare 58 capolavori firmati da Michelangelo Merisi.

Damien Hirst è il protagonista dell’esposizione veneziana, divisa tra Palazzo Grassi e Punta della Dogana.

[h2]Un’esperienza da condividere[/h2]

Le mostre in Italia in questo periodo permettono di vivere delle straordinarie esperienze all’insegna dell’arte e del divertimento da vivere da soli o condividere con un gruppo di appassionati amici

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